Comunicazioni Istituzionali
Pubblicazioni
Nel workshop saranno presentate le esperienze di diverse imprese e quella di vari revisori, mettendo a confronto la revisione delle imprese private con quelle degli enti pubblici e saranno discussi i seguenti temi:
•presenza su internet di siti dei bilanci delle imprese e degli enti pubblici
•utilizzo dei social media per presentare I bilanci sociali e quelli partecipati
•iniziative per la promozione del bilancio sostenibile
•ruolo delle istituzioni e del settore privato nell’apprezzamento del lavoro dei Revisori Legali
INTERVENTI
Bio relatori
Ciriaco Monetta - Presidente nazionale del INRL - Internet: innovazione per professionisti e imprese
Francesco Rubino - Docente di economia presso l'Università degli studi della Calabria e formatore INRL - Evoluzione della formazione alla luce delle nuove tecnologie
Christian Ciovacco - esperto informatico - Aspetti tecnici per professionisti e imprese
Moderatore
Giuseppe Spizzirri - Delegato INRL della Regione Calabria
Rapporteur
Daniele Sirianni - Delegato INRL provincia di Reggio Calabria
Leggi tuttoIl workshop proposto per l’edizione 2021 del IGF Italia, in forma di panel, intende approfondire i temi esposti nel precedente punto prendendo avvio dall’esposizione dei risultati conseguiti dal progetto DevOps competences for Smart Cities - Smart DevOPs (“Sector Skills Alliance” - Erasmus+ KA2). Questo progetto -giunto in prossimità della sua conclusione, dopo oltre due anni di intenso lavoro- ha individuato tre profili professionali rispondenti ai requisiti e ai fabbisogni formativi nell’ambito dei processi di realizzazione delle città e dei territori smart: il Smart City Planner, Il Smart City IT Manager e il Smart City IT Officer. Per ognuno di questi è stato progettato e realizzato un percorso formativo, costituito da un corso base, comune a tutti i profili, erogato attraverso un MOOC (Massive Open Online Course) e tre corsi di specializzazione, uno per ciascun profilo, ed erogati per i quattro Stati Membri cui appartengono i partner del progetto: Italia, Grecia, Germania e Cipro. I moduli formativi di Smart DevOPs dedicati ai temi “Digital Twin” e “Green Smart Cities” richiamano emblematicamente ulteriori ambiti della formazione digitale, che integrano il percorso formativo di questo progetto e stimolano l’esigenza di prevedere ulteriori nuove competenze per il prossimo futuro. In particolare, affrontato l’argomento delle evoluzioni tecnologiche che già si prospettano e dei mutamenti culturali che queste proiettano sulla società, anche in ragione delle strategie europee e nazionali per la ripresa post COVID-19, saranno approfondite le esigenze per nuove professioni nell’ambito: -dei dati e delle tecnologie geospaziali, con riferimento ai profili professionali per l’Informazione Geografica, alla luce della norma UNI 11621-5 citata al punto precedente -dei prodotti e servizi resi disponibili dalle Tecnologie per l’Osservazione della Terra, in particolare dal Programma europeo Copernicus, anche nella prospettiva del recente avvio del Programma “Earth Destination” da parte della Commissione Europea, con riferimento alle attività svolte dallo User Forum Nazionale Copernicus.
Bio relatori
Fulvio Ananasso - ingegnere / prof. telecomunicazioni, advisor Economia Digitale, Interim / Innovation Manager, Presidente di Stati Generali dell’Innovazione
Fulvio Ananasso ha oltre 40 anni di esperienza internazionale nelle telecomunicazioni / ICT, con copertura di aspetti tecnologici, giuridici ed economici.
Laureato a pieni voti in Ingegneria Elettronica / Telecomunicazioni (Università di Roma), ha ricoperto varie posizioni manageriali nell’Industria e nei Servizi.
Dopo il servizio militare (S. Tenente complemento) è stato assunto nel 1974 dalla Selenia (Roma) come progettista di apparati a microonde presso il Laboratorio Sviluppo (radar, avionica e comunicazioni via satellite).
Nel 1981 è passato a Telespazio (Roma) come Responsabile dell’Unità “Canale trasmissivo e payload” (Divisione Spazio e programmi avanzati).
Dal 1987 al 1990 è stato Professore Associato (confermato idoneo nel 1990 all’insegnamento universitario) di “Elaborazione numerica dei segnali” all’Università di Roma-Tor Vergata.
Dal 1991 al 1997, tornato nell’Industria, ha ricoperto varie posizioni manageriali di primo livello nella Società Telespazio -- Direttore Marketing e Normative Internazionali; Direttore della divisione Studi, Sperimentazioni e Nuove Missioni; Direttore Iridium Program Office.
Dal 1991 al 1993 ha negoziato per conto del gruppo STET (oggi Telecom Italia) l’investimento in Iridium (sistema di comunicazioni mobili via satellite), con $130M+ di contratti al Gruppo.
Dal 1997 al 2001 è stato Direttore Generale / Consigliere Delegato di Iridium Italia, società del gruppo Telecom Italia per la commercializzazione dei servizi Iridium in Europa e Sud America.
Dal 2002 al 2007 si è occupato di consulenza strategica e gestione progetti innovativi di Information & Communication Technologies (ICT) – Intelligent Transportation Systems (ITS), Logistica Integrata, Beni Culturali, …; ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico; marketing strategico; promozione e sviluppo business internazionale.
Dal 2007 al 2012 è stato Direttore Generale Studi, Ricerca e Formazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), Regolatore italiano delle comunicazioni elettroniche.
Dal 2013 fornisce servizi di Formazione, advisory sull’Economia Digitale, Open Innovation, Mentoring, Interim / Innovation Manager, … per l’accelerazione di startup / PMI. E’ inoltre Presidente di Stati Generali dell’Innovazione e Consigliere del Club dei Dirigenti Tecnologie dell’Informazione (CDTI).
Stefano Rossi - K-Digitale – Progetto Erasmus+ Smart DevOps - Professionisti per la Smart City e programmi formativi
Ingegnere biomedico. Nel 2010 ottiene la borsa di studio Fulbright BEST con il progetto UMBRAMED grazie alla quale consegue il "Certificate in Technology Entrepreneurship" presso la Santa Clara University in Silicon Valley, dove passa 9 mesi. Da allora si occupa di innovazione e finanza per start-up presso diversi enti ed aziende.
Dal 2017 segue i progetti d’innovazione digitale rivolti alla PA, utilities ed in ambito Smart City per K-DIGITALE SRL, giovane azienda umbra specializzata in Digital Transformation e Industria 4.0
Maria Vittoria Castellani - Copernicus Academy nazionale -Il ruolo essenziale delle comunità degli utenti: la comunità della Earth Observation Nazionale
Maria Castellani si è laureata con lode in Scienze delle Amministrazioni pubbliche e lavora presso ISPRA dal 2002.
Dal 2018 co-coordinatrice nazionale della Copernicus Academy, è impegnata nella disseminazione del Programma Copernicus a supporto della delegazione nazionale, finalizzando la sua attività nel rafforzare relazioni tra amministrazioni pubbliche, privati, Università e associazioni.
Ha conseguito nel 2017 il Master in Smart PA con una tesi dal titolo “Copernicus e il SNPA”.
Ha contribuito attivamente alla creazione del SNPA ex L. 132/16, svolgendo attività di segreteria tecnica del Consiglio SNPA per il Presidente dell’ISPRA, fino a luglio 2021.
Co-coordinatrice del Tavolo Copernicus SNPA, è impegnata altresì nell’attuazione del Mirror Copernicus Nazionale in ambito Space Economy.
E’ co-autrice di alcuni articoli su Copernicus.
Monica Sebillo - Presidente AM/FM GIS Italia - Nuovi profili professionali per il geografo digitale
Monica Sebillo è professore associato al Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Salerno.
Attualmente è ACM senior member ACM e presidente di AMFM GIS Italia. I suoi interessi di ricerca includono database spaziali, interazione uomo-GIS e servizi di intelligence territoriale. In qualità di Direttore del Laboratorio GIS, è coinvolta in progetti di ricerca internazionali e nazionali e ha diverse collaborazioni con istituzioni nazionali e internazionali, ed è autrice di oltre 100 pubblicazioni su riviste internazionali e atti di convegni.
Andrea Taramelli - Delegato Nazionale Comitato Copernicus - Le competenze per assistere la Smart City dallo Spazio
Professore associato presso l'Università IUSS, Pavia e ricercatore associato in Telerilevamento e processi superficiali presso l'Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale a Roma. Direttore Scientifico del Centro Interuniversitario (IUSS-SSSUP) di Ricerca sul Telerilevamento applicato all'osservazione dello spazio e della terra ("CIRTA").
Laureato presso l'Università di Perugia ha preso un Master in Business Administration presso la Scuola Superiore Sant'Anna. Il suo dottorato è stato condotto in collaborazione tra l'Università degli Studi di Perugia e il gruppo di Jeff Wiesel presso il Lamont Doherty Earth Observatory della Columbia University. Ha vinto un postdoc presso LDEO della Columbia University nel 2002. Ha lavorato come professore a contratto e collaboratore alla ricerca presso l'Università di Perugia (corso di Laurea in Protezione civile 2003-2007), come ricercatore associato presso LDEO della Columbia University (2004-2009) e come Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza (2009-2011 Facoltà Ecobiologia).
Svolge attività di ricerca e consulenza per diversi organismi regionali, nazionali ed internazionali tra cui la Commissione Europea dove è delegato nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri al Comitato Copernicus e al Copernicus User Forum. E’ membro della struttura di coordinamento spazio del COMINT presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ISPRA, del Comitato di Sorveglianza della Space economy presso il MISE e membro dell’ Advisory Group per la data Exploitation (PAGE), di supporto alla missione Iperspettrale PRISMA presso l’Agenzia Spaziale Italiana.
Moderatore
Sergio Farruggia - Vice Presidente SGI e Geospatial Data and Satellite Facilities Open School
Laureato in Fisica, collabora a progetti nazionali ed europei riguardanti la Geographic Information, le implicazioni tecnico-organizzative e sociali connesse all’impiego di dati e tecnologie geospaziali entro la trasformazione digitale e le strategie green, lo sviluppo di appropriate competenze geo-digitali; contribuisce alla progettazione di corsi, svolge attività di formazione e informazione.
Rapporteur
Altheo Valentini - SGI - Progetto UE Erasmus+ “DevOps Competencies for Smart Cities”
Leggi tuttoIl panel di discussione si pone come obiettivo di rispondere alle seguenti domande al fine di creare maggiore consapevolezza sul tema delle applicazioni quantistiche alle comunicazioni, con particolare evidenza dello stato dell'arte e degli scenari applicativi.
1) Cos'è la Quantum Key Distribution?
2) Quali sono i vantaggi nell'applicazione della QKD?
3) Qual è lo stato dell'arte nell'applicazione delle tecnologie quantistiche alle comunicazioni?
4) Quali sono gli scenari d'uso a medio e lungo termine in cui potranno trovare applicazione tecnologie di comunicazione quantistica?
5) Come si configura la roadmap verso l'affermarsi di tali use case?
La conformazione del panel privilegia il formato online e potrà essere interamente gestito, anche a livello tecnico (collegamenti, regia, grafiche, interazione con il pubblico) dal Consorzio TOP-IX su infrastruttura proprietaria o attraverso opportuni tool software.
INTERVENTI
Bio relatori
Davide Calonico - Head of Division "Quantum Metrology and Nanotech" at INRIM
Davide Calonico è PhD in metrologia, si occupa di metrologia primaria, orologi atomici, tecnologie quantistiche e innovazione digitale presso l'INRIM, dove è Responsabile della Divisione Metrologia Quantistica. Ha realizzato l'Italian Quantum Backbone, 1850 km di fibre ottiche in tutta Italia, dedicati alla ricerca e all'innovazione. È Presidente del Consiglio Direttivo del Consorzio TOP-IX, e Principal Investigator nel progetto EC “Oqtavo” per uno studio dettagliato per l'European Quantum Communication Infrastructure.
Paolo Comi - Research and Innovation Manager at Italtel S.p.A.
Paolo Comi è Research and Innovation Manager nel RI-LAB di Italtel con l'obiettivo di sviluppare nuove idee e innovazioni per il mercato e la società. Con più di 30 anni di esperienza nell'industria ICT e nella ricerca collaborativa, fa parte di gruppi di esperti internazionali e di revisori di progetti di ricerca. Nel campo delle Quantum Technologies sta contribuendo al design e la realizzazione delle nuove reti di comunicazione quantistica.
Matteo Frittelli - Network Engineer at TOP-IX
Matteo Frittelli, nato a Chieti il 08/10/1986, riveste il ruolo di Network Engineer presso il Consorzio TOP-IX dal 2017. Laureato in Ingegneria Elettronica con specializzazione in Optoelettronica al Politecnico di Torino, arriva in TOP-IX dopo un'esperienza di ricerca di 3 anni presso l’INRiM sulla disseminazione di tempo e frequenza in fibra. Unendo la passione per la ricerca alla competenza acquisita sulle reti di telecomunicazioni, coordina l'attuale sperimentazione QKD sull'infrastruttura TOP-IX.
Guglielmo Morgari - Research Manager at Telsy
Ferdinando Ricchiuti - Enterprise IT System Architect at CSI Piemonte
Moderatore
Leonardo Camiciotti - Executive Director at TOP-IX
Rapporteur
Christian Racca - Senior Engineer and Program Manager at TOP-IX
Leggi tuttoLa tavola rotonda è dedicata ad approfondire l’accesso ad Internet come diritto fondamentale dei cittadini e delle imprese e come necessario strumento di sviluppo delle attività economiche. L’esercizio di questo diritto deriva dalla disponibilità di connessioni ad alte prestazioni che si rivelano essenziali per i tanti servizi divenuti parte della quotidianità per i cittadini e le imprese, quali l’utilizzo dei servizi digitali della PA, lo sviluppo delle attività di impresa, lo smart working e la didattica a distanza. La tavola rotonda prende avvio dall’esame dello state dell’arte dei lavori di infrastrutturazione delle aree bianche e delle aree grigie del territorio, come precondizione per lo sviluppo dei servizi digitali per le PA, per il potenziamento delle competenze digitali dei cittadini e per la digitalizzazione delle imprese, valorizzando il ruolo delle Camere di commercio, nella diffusione della banda ultralarga come elemento di inclusività per la società civile. Nell’ambito del dibattito potranno essere valorizzate anche le ricerche del progetto Ultranet che ha visto Unioncamere nazionale operare nelle ultime quattro annualità nella diffusione dell’importanza della infrastruttura digitale a banda ultralarga.
INTERVENTI
Relatori
Franco Accordino - Capo Unità DG CONNECT Commissione Europea - Infrastrutture per la connettività nel Decennio Digitale Europeo
Franco Accordino is the Head of the "Investment in High-Capacity Networks" unit within the European Commission's Directorate-General for Communications Networks, Content and Technology (DG CONNECT). The unit is responsible for the deployment and take-up of Gigabit and 5G networks underpinning the Digital Decade connectivity goals.
Andrea Sammarco - Vice Segretario Generale Uniocamere - Infrastrutture digitali per lo sviluppo economico del paese: il punto di vista delle imprese
Vice Segretario Generale di Unioncamere “Unione Italiana delle Camere di commercio d’Italia”. Responsabile dell'area che si occupa di Agenda Digitale, con attenzione focalizzata sullo stretto legame tra digitale, innovazione e semplificazione. Promuove le attività di sviluppo del Registro imprese, del SUAP camerale, del Fascicolo informatico di impresa. Promuove il Punto Singolo di Contatto italiano della Direttiva europea sui servizi. Promuove i programmi per il potenziamento delle competenze digitali del personale.
Marco Bellezza- Amministratore Delegato INFRATEL Italia - Il processo di infrastrutturazione a BUL e 5G: aggiornamento sullo stato dei lavori
Marco Bellezza - avvocato, dottore di ricerca in diritto privato e nuove tecnologie, già Consigliere giuridico per le comunicazioni e l’innovazione del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e coordinatore della presidenza italiana della European Blockchain Partnership. È stato consigliere giuridico per il Vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio.
Prima di allora è stato associate e quindi Counsel di Portolano Cavallo dal 2011 con responsabilità internazionali dell’area fintech e insurtech. Ha maturato significative esperienze in ambito internazionale svolgendo periodi di ricerca presso l’istituto di diritto europeo e comparato dell’università di Oxford e svolgendo un secondment nella sede londinese del dipartimento TMT e IP di Herbert Smith Freehills. Laureato in Legge all’Università degli Studi di Bari è membro del comitato di redazione della rivista Medialaws e dal 2019 membro del board del Comitato ad hoc del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale (CAHAI)
Renato Sicca - Ministero dell’Innovazione tecnologica e della Transizione digitale - Prospettive di sviluppo e scenari della connettività in Italia
Renato Sicca (Ph.D in economia industriale), funzionario dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, è attualmente consigliere del Ministro Vittorio Colao, in materia di concorrenza e aiuti di Stato nel settore della banda ultra larga. E' stato in precedenza coordinatore della Task force per la liberazione della banda 700 e lo sviluppo del 5G presso il Ministero dello sviluppo economico.
Angela Francesca Cosentino - Testimonianza Impresa innovativa - Un caso di utilizzo delle reti per un'impresa italiana
Laureata in psicoeconomia, sta frequentando un master in Retail management.
Imprenditrice digitale ha, al suo attivo, tra le diverse attività, un ecommerce di abbigliamento firmato e gestisce un'autofficina nella quale favorisce l'implementazione delle tecnologie 4.0.
Attualmente impegnata nell’ambito del progetto di empowerment femminile “eWomen Lab”, nato dalla collaborazione tra Dintec – Consorzio per l’innovazione tecnologica - ed ebay.
Moderatore e Rapporteur
Antonio Romeo - Direttore Dintec
Antonio Romeo è Direttore di Dintec, società del Sistema Camerale e dell’Enea, dove opera da oltre vent’anni, coordinando progetti di respiro nazionale su numerose tematiche relative alla digitalizzazione, all’innovazione, alla qualità e alla sostenibilità. Nel 2017 ha seguito la nascita della rete dei PID, i Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio, di cui è il coordinatore nazionale per conto di Unioncamere. È attualmente membro del Comitato di accreditamento di ACCREDIA, della Commissione Centrale Tecnica dell’UNI e di Comitati strategici di progetti di trasferimento tecnologico con CNR ed ENEA.
Leggi tuttoRILEVANZA
La crisi nella produzione di microchip si è resa evidente durante la pandemia da Covid-19. Questo accelera una crisi geopolitica già esistente. IGF Italia è l’occasione per discutere il posizionamento dell’industria italiana in questo contesto e il ruolo che il sistema paese (composto da governo, industria e mondo tecnico-accademico) può giocare. La produzione di microchip, infatti, avrà implicazione per la produzione di dispositivi mobili cellulari, computer “tradizionali” e dispositivi IOT, con ricadute dirette sugli utenti finali.
CONTENUTI
La crisi nella produzione di microchip si è resa evidente durante la pandemia da Covid-19. Questo accelera una crisi geopolitica già esistente. I nfatti, i depositi di terre rare – necessarie per la produzione di microchip – sono iniquamente distribuiti fra USA, Cina, Congo e pochi altri paesi. Le implicazioni ambientali e umanitarie della raccolta di materiali come il coltan sono ampiamente documentate e la corsa all’approvvigionamento potrebbe esacerbare questi aspetti. Inoltre, la catena produttiva vede paesi rivali fra loro, quali USA e Cina, in posizioni di leadership – con potenze di media dimensione quali la Corea del Sud in posizione industrialmente strategica. A questo, va aggiunta la posizione geopolitica peculiare di Taiwan, attore chiave per gli USA nella lavorazione dei semiconduttori. Come si colloca l’Italia in questo contesto?
INTERVENTI
Bio relatori
Alessandro Vesprini - Geopolitica.info
Simone Pieranni - Il Manifesto, China Files
Stephanie Arnold - Università di Bologna
Dottoranda in Scienze Politiche e Sociali all’Università di Bologna, studia il ruolo delle relazioni internazionali e politiche nazionali nella transizione digitale dei paesi africani. Laureata in giurisprudenza all’Università di Bologna, ha sempre mantenuto una prospettiva internazionale svolgendo diversi tirocini in Italia e all’estero tra cui presso l’Ambasciata d’Italia in Tanzania e al NATO Office of Legal Affairs a Bruxelles. Collabora con Geopolitica.info da ottobre 2021.
Gabriele Elia - Telecom Italia
Moderatore
Raffaele Ventura - Geopolitica.info, zeroCO2
Leggi tuttoRILEVANZA
Come nel mondo reale vi è la necessità di proteggersi da violazioni di ogni sorta (attraverso porte, cancelli, lucchetti e allarmi di varia natura), anche nel mondo virtuale si rende necessario proteggersi da attacchi, esterni ed interni, provenienti da pirati informatici e/o persone con cattive intenzioni.
In una società digitale, sempre più interconnessa, dove è possibile accedere da qualsiasi luogo e reperire ogni tipo di informazione, il concetto di “sicurezza informatica”, l’uso responsabile della rete e delle nuove tecnologie e la consapevolezza dei rischi ad essi legati (come la nascita o la trasformazione di fenomeni negativi quali il Cyberbullismo), assumono oggi una rilevanza prioritaria nel “quotidiano virtuale” collettivo.
La cultura sta cambiando, la sicurezza diventa un’opportunità per la collettività, nella sua eterogeneità. Aumentare la consapevolezza sul tema della rete e dei rischi legati ad un uso improprio della stessa, dei quali il Cyberbullismo ne è l’emblema, porta tutti noi a potenziare, migliorare ed aggiornare le nostre competenze, quindi le nostre conoscenze: conoscenza= sicurezza.
Ognuno di noi è chiamato a partecipare: istituzioni, università, scuola, associazioni, comunità tecnica, utenti generici, utenti digitali ed utenti che si trovano “nella terra di mezzo”, cioè utenti digitali con competenze incomplete, inadeguate o in obsolescenza. Si rileva la necessità di “parlare” e “fare”, attraverso strumenti, quali giornate di studio, seminari, convegni, workshop, formazione ecc….
Esperti, operatori del settore, professionisti e tutti gli attori che si trovano, a qualsiasi titolo, nel mondo digitale devono condividere le proprie esperienze, competenze e conoscenze promuovendo iniziative e soluzioni utili a contrastare fenomeni come il cyberbullismo e a potenziare la sicurezza in rete, tutelando con particolare attenzione i minori, la cui vulnerabilità merita uno sguardo cosciente e consapevole.
CONTENUTI
Il workshop, nel trattare le tematiche legate alla sicurezza e al cyberbullismo, che trovano nell’uso improprio della rete il loro anello di congiunzione, vuole porsi come obiettivo quello di sensibilizzare, attraverso la condivisione di esperienze e conoscenze, tutte le realtà coinvolte ed in particolare quelle più fragili e facilmente “irretibili”.
In passato, la riservatezza delle informazioni, riguardava il settore militare; re, generali adottavano tutte le misure possibili e necessarie per impedire la caduta dei loro messaggi in mani nemiche. Nella letteratura, da Plinio il Vecchio a Umberto Eco, troviamo esempi di scrittura a base di limone, che appaiono invisibili, ma ricompaiono una volta che il testo viene esposto a una fonte di calore. Tuttavia, la possibilità di scoprire il messaggio favorì lo sviluppo e l’evoluzione della crittografia (l’arte di nascondere il messaggio) nel corso dei secoli. Oggi nella società dell’informazione, dove l’utilizzo della stessa è parte integrante dell’attività umana, la sicurezza non è confinata alle sole tecniche che nascondono il contenuto dei messaggi.
La sicurezza informatica si snoda su due livelli di protezione: il livello fisico (materiale) e il livello logico (immateriale). Software e hardware possono essere oggetto di tentativi di violazione sia di tipo logico che di tipo fisico, ma i sistemi informatici, per loro natura, non sarebbero in pericolo se, dietro gli stessi, non ci fosse l’essere umano che, per le motivazioni più diverse, può essere interessato ad entrare in possesso di informazioni riservate. Il social engineering è una tecnica di attacco che poco ha a che fare con le vulnerabilità dirette dei sistemi. Qualsiasi computer è un potenziale bersaglio, non ci sono settori più esposti o settori che possono considerarsi immuni. Alcuni settori fanno più notizia di altri per il tipo di attività svolta o perché coinvolgono “l’uomo della strada”, il consumatore.
L’arrivo di internet, la sua evoluzione e il continuo utilizzo dei servizi ad esso collegati ha migliorato e peggiorato le cose: da un lato i collegamenti in meno di un secondo con il resto del mondo, dall’altro l’incremento dei rischi legati alla sicurezza di chi utilizza questo canale. Vulnerabilità ed esposizione al rischio non sono parametri statici ma dinamici in quanto cambiano nel tempo. Il bullismo è un fenomeno conosciuto di aggressività e violenza che, negli ultimi anni, grazie ad internet e nello specifico ai social networks ha subito un’evoluzione; attraverso l’uso e lo sviluppo delle nuove tecnologie è divenuto: cyberbullismo.
Adesso con la Legge n. 71 del 2017, in vigore dal 18 giugno 2017, il Legislatore italiano ha per così dire, sanato una situazione di vuoto normativo in materia di condotte ascrivibili al cyberbullismo a tutela della categoria dei minorenni. L’obiettivo è di contrastare il fenomeno del cyberbullismo con azioni a carattere preventivo, di tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti nell’ambito delle istituzioni scolastiche. Ogni nuova tecnologia rappresenta un’opportunità ma anche un rischio. Uno strumento è utile se è libero da minacce e se non subisce azioni fraudolente da chi sfrutta la novità tecnologica per fini illeciti. Bisogna favorire una cultura della sicurezza e promuovere una formazione attenta e consapevole a qualsiasi livello. Si rende indispensabile un aggiornamento continuo delle tecnologie ma anche un’educazione mirata del fattore umano, condannando con rigore ogni atto che leda la persona umana, al fine di tutelare l’utenza nella sua interezza ma, in special modo, le categorie più deboli e silenti.
Il COVID19 non ha fermato il Cyberbullismo. Mentre tutto il mondo è impegnato a combattere il nemico silenzioso denominato coronavirus, si registrano ancora casi di cyberbullismo in rete. Oggi più che mai, con gli studenti delle scuole primarie e secondarie, perennemente collegati, tra ore di lezione in videoconferenza e social network, il pericolo è maggiore rispetto alla così detta normalità. Il cyberbullismo, non si ferma neanche davanti all’emergenza sanitaria mondiale, le stesse piattaforme digitali, che permettono di continuare le attività didattiche in smartworking, diventano campo fertile per gli “haters”, (falsi profili, che riversano sul web odio, frustrazioni, cattiveria ai danni di chiunque possano prendere di mira). Quello che non si conosce è che in questa fase delicata dove la didattica a distanza, ha preso il posto della didattica frontale, per i reati di cyberbullismo, valgono le stesse regole giuridiche a tutela dei minori. Le famiglie sono coinvolte in prima persona, nella prevenzione e al contrasto del fenomeno. In alcune scuole, l’uso delle tecnologie non è stato semplice facendo emergere vari problemi: sarebbe opportuno, quindi, seguire le direttive della legge 71/2017 per la prevenzione e contrasto del cyberbullismo.
INTERVENTI
Bio relatori
Renato Salvatore Marafioti - Dottore in Giurisprudenza. Presidente Associazione Culturale Format. Presidente Sezione Aica Calabria. Docente in discipline informatiche. “Concetti essenziali alla prevenzione del reato”.
Laureato in Giurisprudenza e formatore in discipline informatiche dal 1995. Dal 1997 è Presidente dell’Associazione Culturale Format di Reggio Calabria, ente di formazione professionale accreditato dalla Regione Calabria in formazione continua e formazione superiore (www.acformat.it). Autore del libro “Identità ed eredità digitale”. Dal 2002 è supervisore ed esaminatore ECDL/ICDL. Dal 2016 è fondatore e Presidente della Sezione Territoriale AICA Calabria.
Egidio Francesco Cipriano - Informatico, docente a contratto presso le università di Teramo e di Chieti. Presidente della società italiana delle scienze informatiche e tecnologiche e si occupa di cybersecurity, cyberintelligence e cybercrime oltre che di AI (intelligenza artificiale). “Cyberbullismo: il mancato rispecchiamento”
Antonio Luciano Battaglia - Esperto di analisi web, Cyber security e Cyber Intelligence “Cyberbullismo oggi e strumenti di tutela nelle policies dei social network”.
Vicepresidente AICEL, è delegata dell’associazione per la rappresentanza istituzionale, a livello nazionale ed europeo, per le tematiche fondamentali e di categoria del settore ecommerce. In qualità di componente del comitato scientifico, promuove la tematica delle competenze digitali quale fattore fondamentale di crescita del settore delle vendite online. Attraverso la membership di AICEL con la Digital Skills and Jobs Coalition e con altri partner istituzionali, struttura progetti di formazione legale per profili specializzati di ecommerce manager e professionisti del settore, anche rispetto all’export. Inoltre, è avvocato specializzato nella consulenza per l’ecommerce ed in ambito privacy, nel settore pubblico e privato.
Carlo Tiberti - Laureato in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni. Country Manager Italia Certificazioni ECDL/ICDL, Responsabile AICA del Dipartimento Certificazioni ECDL/ICDL, Presidente Sezione Aica Lombardia. “Competenze digitali:conoscere per prevenire”.
Anna Vaccarelli - Dirigente Tecnologo Istituto Informatica e Telematica CNR e Registro.it. “Saper usare Internet: opportunità e sicurezza. Un percorso di accompagnamento per studenti ed insegnanti”
Moderatore
Manuela Luciana Borgese - Vicepresidente AICEL, associazione di categoria del commercio elettronico. Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria. Consulente privacy per Enti e PMI.
Vicepresidente AICEL, è delegata dell’associazione per la rappresentanza istituzionale, a livello nazionale ed europeo, per le tematiche fondamentali e di categoria del settore ecommerce. In qualità di componente del comitato scientifico, promuove la tematica delle competenze digitali quale fattore fondamentale di crescita del settore delle vendite online. Attraverso la membership di AICEL con la Digital Skills and Jobs Coalition e con altri partner istituzionali, struttura progetti di formazione legale per profili specializzati di ecommerce manager e professionisti del settore, anche rispetto all’export. Inoltre, è avvocato specializzato nella consulenza per l’ecommerce ed in ambito privacy, nel settore pubblico e privato.
Rapporteur
Eleonora Caracciolo - Segretario e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria
Approfondimenti:
Oggi siamo testimoni dell’evoluzione sempre più veloce del c.d. Cyberspazio, la realtà virtuale alla quale ogni persona dotata di un dispositivo elettronico ed una connessione internet può accedere. Occorre però sempre tener presente delle conseguenze ed effetti che un uso sbagliato di questi mezzi può arrecare agli altri nonché delle sanzioni legali cui si può andare incontro. È in questo contesto che si sviluppa la piaga del Cyberbullismo, termine con il quale si fa riferimento al cosiddetto “bullismo in rete”, per lo più su piattaforme digitali come Internet e Social Network come Facebook, ma anche tramite canali telematici come WhatsApp.
Il workshop, nel trattare le tematiche legate alla sicurezza e al cyberbullismo, che trovano nell’uso improprio della rete il loro anello di congiunzione, vuole porsi come obiettivo quello di sensibilizzare, attraverso la condivisione di esperienze e conoscenze, tutte le realtà coinvolte ed in particolare quelle più fragili facilmente “irretabili”.
In una società digitale, sicurezza e protezione, sono elementi fondamentali per la crescita sociale, economica e culturale di ogni nazione. L’evoluzione della sicurezza ha accompagnato l’essere umano sin dall’antichità. In passato, la riservatezza delle informazioni, riguardava il settore militare; re, generali, adottavano tutte le misure possibili e necessarie per impedire la caduta dei loro messaggi in mani nemiche. Nella letteratura, da Plinio il Vecchio a Umberto Eco, troviamo esempi di scrittura a base di limone, che appaiono invisibili, ma ricompaiono una volta che il testo viene esposto a una fonte di calore. Tuttavia, la possibilità di scoprire il messaggio favorì lo sviluppo e l’evoluzione della crittografia (l’arte di nascondere il messaggio) nel corso dei secoli.
Oggi nella società dell’informazione, dove l’utilizzo della stessa è parte integrante dell’attività umana, la sicurezza non è confinata alle sole tecniche che nascondono il contenuto dei messaggi. La sicurezza informatica si snoda su due livelli di protezione: il livello fisico (materiale) e il livello logico (immateriale). Software e hardware possono essere oggetto di tentativi di violazione sia di tipo logico che di tipo fisico, ma i sistemi informatici, per loro natura, non sarebbero in pericolo se, dietro gli stessi, non ci fosse l’essere umano che, per le motivazioni più diverse, può essere interessato ad entrare in possesso di informazioni riservate. Il social engineering è una tecnica di attacco che poco ha a che fare con le vulnerabilità dirette dei sistemi. Pirati informatici e malintenzionati in genere, si camuffano per venire a conoscenza di informazioni che possono essere usate per organizzare attacchi informatici.
Il “phishing” tecnica che si basa sul social engineering, ha causato molte vittime tra i clienti di organizzazioni bancarie. Siti web identici a quelli delle banche sono creati per attirare l’ignaro utente che, fidandosi di un messaggio di posta artefatto, rivela le sue credenziali al malvivente di turno. Qualsiasi computer è un potenziale bersaglio, non ci sono settori più esposti o settori che possono considerarsi immuni. Alcuni settori fanno più notizia di altri per il tipo di attività svolta o perché coinvolgono “l’uomo della strada”, il consumatore.
L’arrivo di internet, la sua evoluzione e il continuo utilizzo dei servizi ad esso collegati ha migliorato e peggiorato le cose: da un lato i collegamenti in meno di un secondo con il resto del mondo, dall’altro l’incremento dei rischi legati alla sicurezza di chi utilizza questo canale. Vulnerabilità ed esposizione al rischio non sono parametri statici ma dinamici in quanto cambiano nel tempo. L’incredibile diffusione di Internet ha portato alla nascita dei social networks, una sorta di spazio dove si socializza e si comunica a distanza ed in ogni parte del mondo.
Il bullismo è un fenomeno conosciuto di aggressività e violenza che, negli ultimi anni, grazie ad internet e nello specifico ai social networks ha subito un’evoluzione; attraverso l’uso e lo sviluppo delle nuove tecnologie è divenuto: cyberbullismo. Chi ne è vittima si trova generalmente a dover fare i conti con
pesanti vessazioni ed intimidazioni telematiche, attacchi verso i propri profili virtuali e prese in giro sul proprio aspetto fisico e/o caratteriale da un singolo o da gruppi di persone. Coloro che lo attuano sono solitamente convinti del fatto di agire in una dimensione più libera che garantisce loro protezione ed anonimato.
Bullismo e Cyberbullismo, sono entrambi fenomeni caratterizzati da comportamenti prepotenti, prevaricanti e vessatori ai danni di persone indifese; essi hanno però una sostanziale differenza: la diffusione immediata e ramificata, attraverso la rete, di qualsiasi diffamazione, offesa, foto e/o video compromettenti ai danni di tutte quelle “soggettività” che per il bullo sono “diversità da emarginare”, fanno sì che il cyberbullismo sia divenuto ormai la piaga più pericolosa degli ultimi anni, specie tra i ragazzi adolescenti.
Ogni nuova tecnologia rappresenta un’opportunità ma anche un rischio. Un strumento è utile se è libero da minacce e se non subisce azioni fraudolente da chi sfrutta la novità tecnologica per fini illeciti. Si evince, spesso, una scarsa consapevolezza dei rischi legati ad un uso improprio dei dispositivi tecnologici. Si rende necessario un cambio di mentalità; lo scambio e la condivisione di informazioni sono l’unico strumento per fronteggiare minacce e vulnerabilità non conosciute o virus di cui non si hanno ancora soluzioni così come l’igiene, la prevenzione e la cooperazione tra le Nazioni sono l’unica soluzione a tutte quelle malattie per le quali non si hanno farmaci.
Tutti gli adulti ma, soprattutto i minori, rappresentano una vulnerabilità per la rete, un punto di accesso e di attacco per tutti gli utilizzatori. Gli utenti devono assumersi quotidianamente, la “responsabilità e la consapevolezza” di un uso “sano” della rete, per rispondere con efficacia a tutte le minacce provenienti dalla stessa. È opportuno fare riferimento alle “linee guida” di realtà come il CERT che, nel campo della formazione, della ricerca e dello sviluppo, rappresenta una pietra miliare per utenti pubblici e privati. Oltre agli accorgimenti tecnici è necessario seguire le regole di comportamento di base: scegliere una buona password, essere prudenti nella gestione delle mail e nell’uso di internet ecc….
Bisogna favorire una cultura della sicurezza e promuovere una formazione attenta e consapevole a qualsiasi livello. Si rende indispensabile un aggiornamento continuo delle tecnologie ma anche un’educazione mirata del fattore umano, condannando con rigore ogni atto che leda la persona umana, al fine di tutelare l’utenza nella sua interezza ma, in special modo, le categorie più deboli e silenti.
Leggi tuttoIl workshop, nel trattare le tematiche legate alla sicurezza che trovano nell’uso improprio della rete il loro anello di congiunzione, vuole porsi come obiettivo quello di sensibilizzare, attraverso la condivisione di esperienze e conoscenze, tutte le realtà coinvolte ed in particolare quelle più fragili e facilmente “irretibili”.
L’incontro parte dalla presa di coscienza della continua esposizione agli attacchi cyber ad opera di veri e propri così definiti cyber-criminali con tecniche di ingegneria sociale, i quali riescono ad entrare all'interno del sistema dati di importanti attività amministrative, sociali ed economiche come banche e ospedali. Ma non solo, vittime di questi attacchi sono anche le piccole e medio imprese, scuole, istituti di credito ed aziende sanitarie che si vedono rubare tutto (dati, strategie, ecc..) in cambio di importanti riscatti per la restituzione, totalmente impreparate a far fronte a questi attacchi.
Un’analisi sui controlli Essenziali e comportamenti sulla cybersecurity, facili ed economici, che consigliano di adottare a piccole e medio imprese, considerandolo un investimento essenziale, sia per diminuire la vulnerabilità nei loro sistemi sia per far conoscere l'entità del rischio ai dipendenti. I controlli Essenziali, tutti importanti allo stesso modo e vagliati da esperti di settore, saranno mirati alla riduzione del rischio informatico. È stato riscontrato che alla base del problema relativo alla cybersecurity c'è la poca conoscenza da parte degli operatori, poca o insufficiente formazione, l'anello debole della questione, che non comprendono a pieno i rischi derivati da una mancata protezione informatica. È importante quindi che tutti gli operatori vengano informati e sensibilizzati sul tema.
Visto che il pericolo è dietro l’angolo e la minaccia può essere più vicina di quanto si possa immaginare, la sicurezza delle informazioni deve coinvolgere non solo i responsabili ICT, ma tutte le figure aziendali, dal singolo dipendente fino al top management. Oltre alle tecnologie di protezione, parte importante della spesa in Cybersecurity deve essere destinata anche alla formazione a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti, per favorire una sensibilizzazione costante. In questo ambito però le aziende italiane sono ancora indietro.
È infatti necessario un salto culturale che possa fornire a tutti gli strumenti cognitivi necessari a difendersi e tutelare le proprie informazioni ed il proprio business.
Bio relatori:
Renato Salvatore Marafioti - Dottore in Giurisprudenza. Presidente Associazione Culturale Format. Presidente Sezione Aica Calabria. Docente in discipline informatiche - “Sicurezza digitale: l’importanza della cybersecurity nel contesto della rivoluzione digitale”.
Laureato in Giurisprudenza e formatore in discipline informatiche dal 1995. Dal 1997 è Presidente dell’Associazione Culturale Format di Reggio Calabria, ente di formazione professionale accreditato dalla Regione Calabria in formazione continua e formazione superiore (www.acformat.it). Autore del libro “Identità ed eredità digitale”. Dal 2002 è supervisore ed esaminatore ECDL/ICDL. Dal 2016 è fondatore e Presidente della Sezione Territoriale AICA Calabria.
Egidio Francesco Cipriano - Psicologo - Informatico, docente a contratto presso le università di Teramo e di Chieti. Presidente della società italiana delle scienze informatiche e tecnologiche e si occupa di cybersecurity, cyberintelligence e cybercrime oltre che di AI (intelligenza artificiale). “Social engineering: oltre l’elettronica”.
Antonio Luciano Battaglia - Esperto di analisi web, Cyber security e Cyber Intelligence - “Il cyberspazio e le nuove forme di criminalità osservate dal punto di vista dell’intelligence”
Mi chiamo Antonio Luciano Battaglia, sono un funzionario della Polizia Postale e delle Comunicazioni in quiescenza, sono un socio aggregato S.O.C.I.N.T. e mi occupo da sempre di Cyber-Security, Computer Forensics & Cyber- Intelligence, nonché di formazione per la prevenzione sul Cyberbullismo, adescamenti online, pedopornografia e reati gravi contro i minori. Collaboro con ELSA Italia, per la formazione dei giovani giuristi nella città di Reggio Calabria.
Fabrizio Salmi - Penalista. Esperto privacy, GDPR e Cyber security - “Internet e profili penali: cybercrime e sistemi di tutela”
Fabrizio Salmi: avvocato cassazionista Penalista d’impresa, esperto del D.lgs. 231/01 – ricopre incarichi di ODV, RSPP, DPO e auditor 37001
Federico Saporiti - Esperto privacy, GDPR e Cyber security - “La sicurezza dei dati, data breach e sanzioni
Avvocato del foro di Milano specializzato in protezione dei dati personali, con competenze in cybersecurity,, svolge attività volta alla compliance aziendale sia con riferimento alla normativa in materia di protezione dai personali che relativamente al D.lgs. 231/01. ha inoltre conseguito certificato di auditor 19011.
Moderatore
Gianluca Chirico - Socio e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria.
Rapporteur
Eleonora Caracciolo - Segretario e Consigliere in seno al Consiglio direttivo di AICA Calabria
Approfondimenti:
Il cyberspazio è la cosa più complessa che l’uomo abbia mai costruito: da un lato unione di migliaia di reti che rendono difficile anche solo avere una fotografia istantanea di chi vi è connesso, dall’altro stratificazione di programmi software e protocolli sviluppati negli ultimi quaranta anni. Questa complessità è generatrice di vulnerabilità (errori software, errate configurazioni e debolezze nei protocolli) che vengono sfruttate dai cybercriminali per sottrarre dati o arrecare danni.
La cybersecurity è considerata una delle principali emergenze in Europa, assieme al cambiamento climatico e all’immigrazione e sono allo studio iniziative concrete per affrontare tale emergenza. Blocco della operatività di aziende, controllo surrettizio dei servizi di infrastrutture critiche, furto della proprietà intellettuale o di informazioni cruciali per la sopravvivenza di un’azienda, sono esempi delle minacce che un Paese deve affrontare. Gli attacchi alla sicurezza informatica aumentano in maniera esponenziale, in una varietà di modi e soggetti colpiti mai vista prima. Nessuno può sentirsi al sicuro: dall'hospitality ai trasporti, dalle pubbliche amministrazioni allo sport, i dati personali e aziendali sono ovunque in pericolo! Per contrastare questo fenomeno, le aziende (comprese quelle italiane) hanno posto l'accento sul tema della Cyber Security, investendo in tecnologie e formazione dei propri dipendenti. Una base di partenza importante, senza dubbio, ma sufficiente per evitare di venire travolti dal cambiamento in atto?
La Cyber Security, Sicurezza Informatica o ancora IT Security, è definita come l’abilità di difendere il cosiddetto cyberspace da eventuali attacchi hacker e si focalizza perciò su aspetti esclusivamente di sicurezza IT e protezione dei sistemi informatici. Per Information Security si intende quindi l’insieme delle misure e degli strumenti finalizzati a garantire e preservare confidenzialità, integrità e disponibilità delle informazioni. Information Security è dunque un concetto più ampio che abbraccia la sicurezza del patrimonio informativo nel suo complesso, facendo riferimento alla protezione dei dati in qualsiasi forma, anche non digitale e includendo anche aspetti organizzativi e di sicurezza fisica. Inutile dire, che in un momento della storia in cui il digitale è pane quotidiano, Cyber e Information tendono a convergere in un concetto di Security in cui la tecnologia assume un peso sempre maggiore.
Gestire la sicurezza informatica in un'organizzazione vuol dire essenzialmente garantire la protezione del patrimonio informativo e, quindi, la sicurezza dei dati informatici aziendali. Ma come assicurarsi una corretta e adeguata gestione dei dati informatici? Attività, ruoli e competenze possono essere diverse, ma ogni strategia improntata sulla Cyber Security si basa sempre su tre principi fondamentali che devono essere ricercati in ogni soluzione di sicurezza, tenendo conto anche di eventuali rischi e vulnerabilità.
1. CONFIDENZIALITÀ
Offrire confidenzialità vuol dire garantire che i dati e le risorse siano preservati dal possibile utilizzo o accesso da parte di soggetti non autorizzati. La confidenzialità deve essere assicurata lungo tutte le fasi di vita del dato: dal suo immagazzinamento, durante il suo utilizzo o il suo transito lungo una rete di connessione. 2. INTEGRITÀ
L’integrità, o meglio la capacità di mantenere la veridicità dei dati e delle risorse e garantire che non siano in alcun modo modificate o cancellate, se non ad opera di soggetti autorizzati.
3. DISPONIBILITÀ
La disponibilità si riferisce alla possibilità, per i soggetti autorizzati, di poter accedere alle risorse di cui hanno bisogno per un tempo stabilito ed in modo ininterrotto. Ciò significa impedire che avvengano interruzioni di servizio e garantire che le risorse infrastrutturali siano pronte per la corretta erogazione di quanto richiesto.
Mentre aumenta la corsa alla ricerca di nuove competenze e professionalità, triplicano le minacce alla sicurezza informatica. Solo nel primo semestre dell’ultimo anno si sono verificati 757 casi di attacchi cyber gravi, provenienti soprattutto da fattori interni alle aziende. Ma l’escalation di rischi e pericoli legati alla gestione del dato colpisce tutte le organizzazioni, a prescindere da dimensioni e settore di competenza. Cybercrime, attivismo, spionaggio industriale, information warfare, malware, social engineering e le più sofisticate APT e
zero-day… Le tecniche e le tipologie di reato informatico sono diverse, e costringono perciò le aziende a “rimanere in guardia” su più fronti. In questa parte dell’incontro approfondiremo le pratiche hacker che minacciano quotidianamente la Cyber Security delle imprese fornendo definizioni, dati, esempi e, soprattutto, gli elementi per imparare a difendersi.
Il cybercrime è la minaccia invisibile che sta cambiando il mondo. Quando si parla di cybercrime ci si riferisce generalmente a una attività criminosa caratterizzata dall'uso di Internet e altre tecnologe informatiche, mossa con lo scopo di estorcere denaro o trafugare dati e informazioni vitali a un'organizzazione: è il caso di attacchi DoS, infezioni malware e ransomware. Il quadro delle minacce alla Cyber Security, tuttavia, è assai ben più ampio. Il social engineering è una tecnica di attacco cyber sempre più sofisticata, in grado di colpire direttamente i dipendenti di un’azienda. Pensiamo ai casi più comuni di phishing o baiting. Trattasi di minacce sempre più diffuse che ledono la sicurezza informatica delle aziende facendo leva su aspetti psicologici e comportamentali delle persone: l'assunto di base è quello di manipolare le persone per carpirne informazioni confidenziali. Come difendersi?
Quello del social engineering è soltanto la cartina di tornasole di un dato allarmante: il 95% dei reati informatici è causato da errori umani. Quando si parla di Cyber Security, d'altronde, non si può tralasciare l’elemento di incertezza legato al comportamento umano. Spesso le aziende investono su sistemi di protezione sofisticati ma non valutano questo rischio. Come sensibilizzare allora i propri dipendenti alla sicurezza informatica?
Dalla cybersecurity dipende la stabilità politico-economico del Paese. Una riforma è quanto mai necessaria, ma evitando strumenti impropri come la decretazione d’urgenza o leggi speciali legate al Recovery Plan. Modelli, progettualità, competenze, professionalità, escalation degli attacchi, polizze. Sono tutti elementi che contribuiscono alla crescita del mercato della sicurezza informatica. Ma è così anche nel nostro Paese? Il mercato italiano della sicurezza informatica è in leggera ascesa, trainato soprattutto dalle grandi imprese. Che la consapevolezza sul tema della sicurezza informatica fosse aumentata lo si sapeva da tempo. La notizia è che insieme alla consapevolezza stanno aumentando anche gli investimenti. C'è un ampio dibattito in corso sui pericoli della disinformazione online e i possibili approcci per affrontare questo problema. È un problema enorme senza una facile soluzione, ma ad oggi la questione è parte integrante dell'agenda pubblica e politica. È infatti necessario un salto culturale che possa fornire a tutti gli strumenti cognitivi necessari a difendersi e tutelare le proprie informazioni ed il proprio business.
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